La
studentessa universitaria Sabrina Stanzione di Vasto ha scritto un’accorata lettera
per segnalare i disagi di quanti utilizzano la stazione ferroviaria di Porto di
Vasto.
Mi presento, sono Sabrina Stanzione, portavoce degli
studenti di mediazione linguistica di Pescara. Sento il dovere
di esprimere pubblicamente le nostre preoccupazioni riguardo a due questioni
cruciali che impattano significativamente sulla nostra quotidianità: il costo elevato dei trasporti e, soprattutto, le condizioni precarie e pericolose della stazione ferroviaria del Porto di Vasto. Prima di
addentrarmi nel dettaglio delle problematiche che affliggono la nostra comunità
studentesca, desidero esprimere un profondo ringraziamento
all’assessore Paola Cianci. La sua costante
disponibilità, la sua attenzione alle nostre esigenze e la sua dedizione al diritto allo studio sono state, e continuano ad essere,
un faro di speranza in un contesto spesso ostile e disattento alle necessità
degli studenti. L’assessore Cianci si è distinta per il suo impegno concreto
nel cercare soluzioni al problema del caro trasporti, una battaglia
che, purtroppo, molti altri hanno sottovalutato o ignorato. La sua
disponibilità al dialogo, ai chiarimenti e ai suggerimenti è stata
fondamentale, dimostrando una sensibilità e una vicinanza istituzionale di cui
siamo profondamente grati.
Tuttavia, il mio appello oggi si concentra su una questione che, a mio avviso, rappresenta una minaccia concreta alla sicurezza e al benessere degli studenti: la stazione ferroviaria del Porto di Vasto. Non si tratta semplicemente di disagi minori, ma di una situazione di degrado e insicurezza che richiede un intervento immediato e risoluto da parte delle autorità competenti. A differenza della stazione di Vasto San Salvo, che ha beneficiato di interventi di ammodernamento e miglioramento, la stazione del Porto di Vasto versa in uno stato di abbandono e incuria allarmante. La definizione stessa di “stazione” appare inappropriata per descrivere la realtà che quotidianamente affrontiamo. Mancano i servizi essenziali: non esiste un bagno funzionante, le infiltrazioni d’acqua rendono l’ambiente inospitale e insalubre, e l’illuminazione inadeguata contribuisce a creare un’atmosfera di costante apprensione. Inoltre, l’assenza di un sistema di videosorveglianza efficiente (le telecamere presenti sono, a quanto risulta, non funzionanti) aggrava ulteriormente la situazione di vulnerabilità, esponendo gli studenti a potenziali rischi.
Come donna, sento il peso di questa situazione in modo particolarmente acuto. L’idea di dover attendere il treno in una stazione buia, isolata, senza controlli e in condizioni igieniche precarie, genera un senso di profondo disagio e paura. La mancanza di sicurezza rappresenta una limitazione alla nostra libertà di movimento e alla possibilità di studiare serenamente. Pertanto, rivolgo un appello accorato al sindaco e alle autorità competenti affinché intervengano con urgenza per risolvere questa situazione critica. Non si tratta solo di un problema di comfort, ma di una questione di sicurezza e dignità.
Chiediamo interventi concreti per migliorare le condizioni della stazione del Porto di Vasto: riparazione delle infiltrazioni, installazione di un sistema di videosorveglianza funzionante, implementazione di un servizio di vigilanza adeguato, e la realizzazione di un bagno pubblico pulito e funzionante. Il diritto allo studio, così come il diritto alla sicurezza, sono diritti fondamentali che non possono essere compromessi dalla mancanza di attenzione e di investimenti adeguati. Ci aspettiamo una risposta concreta e tempestiva alle nostre legittime richieste.

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